Alfano ai rom: “Accettino case popolari gratis o via dall’Italia”

Angelino Alfano (VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

Dopo il tweet di ieri durante il vertice al Viminale, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in un’intervista su Radio1 Rai, argomenta il suo piano per smantellare i campi rom e assegnare ai nomadi delle case: “Prima l’Italia, prima gli italiani. E proprio per questo principio, noi dovremo buttare fuori, espellere dal territorio nazionale tutti quei Rom che non vorranno sottoscrivere un patto con lo Stato italiano, una sorta di patto di emersione dalla loro condizione, a volte borderline rispetto al nostro Paese, allo Stato italiano”.

Alfano entra nel merito: “Noi faremo in modo che quelli che vorranno partecipare a un programma di assegnazione di luoghi più civili nei quali vivere, dovranno appunto sottoscrivere un patto con lo Stato, per emergere dalla situazione in cui molti di loro si trovano. Chi non lo vorrà fare, oltre ad abbandonare comunque i campi rom, dovrà essere espulso. Noi rispetteremo tutte le leggi, ma pretenderemo altrettanto da parte loro. Rispetteremo le direttive comunitarie ma al tempo stesso applicheremo tutte le nostre leggi, e vorremmo che le rispettassero anche i Rom”.

Alfano è tornato sul vertice di ieri, dopo il quale ha espresso la propria posizione anche il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino: “Ieri ho parlato con i sindaci e i sindaci dovranno individuare soluzioni abitative appropriate. Lo Stato aiuterà i sindaci in questo compito anche dal punto di vista economico. L’individuazione delle soluzioni, però, spetta ai sindaci. Noi dobbiamo chiudere i campi rom e lo faremo in un quadro di legalità europea, conformemente alle indicazioni che a tale riguardo l’Europa ha sempre voluto fossero rispettate.

“I cittadini sono stanchi, non ne possono più. Quindi questi campi li dobbiamo assolutamente chiudere” – ha concluso Alfano – “Per farlo metteremo in campo tutta la forza dello Stato e anche le risorse necessarie. Ma voglio anche dire che, al netto di tutta le demagogia che si può fare su questo argomento, i numeri non sono enormi e, dopo averne parlato ieri con i sindaci, credo si possa procedere con una certa rapidità”.
(fonte)

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