Arresta spacciatore che lo picchia. Ma “ai domiciliari” finisce il poliziotto

A Catanzaro uno spacciatore per sfuggire all’arresto manda all’ospedale un poliziotto. Ma il giudice lo libera immediatamente

feriteLadro libero e poliziotto che lo ha arrestato “ai domiciliari”. L’ultimo caso, denuncia il sindacato di polizia, in cui un agente viene aggredito, picchiato e infine umilitato da una giustizia che non fa mai in modo che i responsabili paghino per i reati commessi.

“Al momento dell’arresto – racconta l segretario generale regionale del Coisp Calabria (Sindacato indipendente di polizia), Giuseppe Brugnano – l’uomo ha cercato la fuga, al punto da lanciarsi da una finestra, ne è nata una colluttazione con il poliziotto presente che ha riportato alcune fratture. Alla fine della giornata, per lo spacciatore, un cittadino senegalese, il giudice ha convalidato l’arresto senza disporre alcuna misura e facendolo tornare subito in libertà’. Il poliziotto ha invece trascorso la giornata al pronto soccorso dell’ospedale di Catanzaro, ed ora si trova “ai domiciliari” per i trenta giorni di prognosi necessari per le ferite riportate. Siamo all’assurdo”.

Il poliziotto pestato
Il poliziotto è “ai domiciliari” a causa delle fratture riportate in servizio. Non certo per motivi giudiziari. Ma visto che il malvivente è potuto tornare subito a fare il suo “lavoro”, fa impressione pensare che mentre l’agente per il suo intervento dovrà rimanere a casa con le ossa rotte, il giudice abbia pensato di liberare immediatamente lo spacciatore. È normale che alla fine i poliziotti si sentano “ingabbiati” da una giustizia che non li premia mai.

Secondo il Coisp, “c’e’ una falla evidente nel sistema giudiziario, basti pensare che lo spacciatore protagonista di questa vicenda non ha mai trascorso un solo giorno in carcere. In questo modo la giustizia diventa non credibile e chi delinque sa bene di essere quasi tutelato da un sistema legislativo che non solo non prevede la certezza della pena, ma che non garantisce nemmeno una risposta immediata: chi delinque, infatti, torna in libertà’ dopo poche ore”. Infine “un appello al Governo nazionale perché riveda il sistema legislativo e giudiziario, garantendo risposte concrete sia nei confronti dei delinquenti che di chi, ogni giorno, rappresenta lo Stato per garantire la legalità'”. (fonte)

 

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