Bologna, pestato sotto casa per 40 euro

Attimi di terrore vicino a via Rimesse, il racconto di un 26enne: “Ho paura a uscire di nuovo”

Il volto tumefatto di Maksim Veronesi, 26 anni (foto Schicchi)

Il volto tumefatto di Maksim Veronesi, 26 anni (foto Schicchi)

Bologna, 3 dicembre 2016 – «Ero appena tornato a casa in taxi, stavo per aprire il cancello del giardino quando sono stato spintonato alle spalle. Sono caduto e due persone, che non ho visto in faccia, mi hanno picchiato. Hanno preso il mio portafoglio, rubato 40 euro e poi sono scappati». Maksim Veronesi, 26 anni, ripercorre così quegli attimi tremendi di quando martedì notte, verso l’1,20, è stato aggredito sul portone di casa, a due passi da via Rimesse, da degli sconosciuti. Un’azione che è costata al ventiseienne un dente rotto, labbro spaccato, quattro punti nel naso e tanta paura.

«Non ho idea di chi sia stato a colpirmi, perché ho sbattuto la faccia a terra e non ho capito più nulla, ma ho sentito che gli aggressori parlavano tra loro in una lingua straniera – ricorda Maksim –. Sono svenuto per qualche secondo, quando mi sono ripreso, sono corso in casa e ho svegliato i miei genitori. Mi hanno portato in ospedale e sono rimasto fino alle 3,30 per farmi medicare». Il ventiseienne ancora non ha fatto denuncia, perché sta aspettando di sentirsi meglio. «Mi hanno conciato veramente male. Ho la faccia gonfia e dolori ovunque sul viso – spiega il ventiseienne –. Domani (oggi, ndr) ho una visita in ospedale e spero che la prossima settimana mi tolgano anche i punti dal naso». Il timore, però, adesso è che quanto accaduto possa ripetersi.

«Quando esco mi faccio venire a prendere e portare a casa perché ho paura di essere nuovamente aggredito – dice Maksim –. La strada dove abito, soprattutto la sera, è poco illuminata. Per i malintenzionati è facile nascondersi tra le auto e sbucare fuori all’improvviso per rapinare i passanti. C’è anche un parco dove, soprattutto in estate, ci sono persone che minacciano di picchiarsi». Un episodio, questo dell’aggressione subita da Maksim, che ha mobilitato anche il mondo della politica.

«C’è un serio problema legato al controllo del territorio, in parte per colpa delle poche risorse destinate alle forze dell’ordine, in parte per il numero esorbitante di clandestini causati anche dall’apertura dell’hub di via Mattei, e per le scarse politiche dell’amministrazione per sorvegliare e illuminare il territorio – commenta la consigliera leghista Lucia Borgonzoni –. Vanno aumentate le telecamere, mettendo in rete anche quelle dei privati e bisogna utilizzare anche l’illuminazione a sensori di movimento. Ci informeremo anche del motivo per cui non sono partiti immediatamente i controlli della zona appena il ragazzo si è presentato al pronto soccorso».
(fonte)

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*