Chaouki contro Feltri: le assurde frasi dell’italo-marocchino del Pd

ISLAM E TERRORISMO

pd-maroccL’editoriale di Vittorio Feltri sull’attentato jihadista a Berlino? “Gravissimo e offensivo”, “una centrifuga di violenza verbale” che “meriterebbe di essere affrontato in qualche tribunale”. Parola di Khalid Chaouki, deputato italo-marocchino del Pd. Sul suo blog sull’HuffingtonPost, l’onorevole celebra come al solito le politiche italiane, “una lezione di civiltà, in Europa, in materia di accoglienza, con progetti all’avanguardia e buone pratiche che funzionano”. Sono le stesse pratiche che in Francia e in Germania, accanto a episodi di discutibile integrazione (dai ghetti alle banlieue, ma Chaouki ovviamente non ne parla) stanno riversando paura e morte in strada. Le vittime, prima ancora che cristiani, islamici, ebrei o buddhisti, sono i simboli della cultura e della civiltà europea che i terroristi islamici vorrebbero schiacciare nel sangue. Ma il deputato del Pd non coglie il messaggio dell’editoriale di Libero e parte in quarta contro Feltri, “noto per la sua attitudine a spargere odio, trasudando luoghi comuni e retorica razzista”.

Accanto alla condanna della “follia violenta che bestemmia il nome di Allah, o Dio a seconda di come desideriate chiamarlo – spiega Chaouki – ritengo però gravissimo, offensivo e altrettanto violento” l’editoriale di Feltri. “Io mi chiedo – scrive ancora -, come si può insultare in questo modo dei cittadini che appartengono a una fede diversa dalla propria? Da giornalista mi domando come sia possibile, nel 2016, prendersela dalle colonne di un quotidiano, con tutti i musulmani indistintamente nella patetica speranza di vendere qualche copia in più?”. E giù con i numeri sugli immigrati che pagano le pensioni degli italiani, anche se il problema è un altro, quello della sicurezza e della incapacità (impossibilità?) di far convivere la civiltà europea e l’islam radicale, che sempre di più rischia di “cancellare” l’islam moderato nelle nostre città. “Non mi rassegnerò a denunciare il razzismo dichiarato del direttore di Libero, non mi rassegnerò a uno status quo dove l’odio e lo sproloquio sono sdoganati e nessuno si chiede come caspita intendiamo costruire un futuro di pace e convivenza chiudendo un occhio – o addirittura due – nei confronti di chi fa della demagogia di odio la sua professione preferita”. Sicuri che la via sia mettere sullo stesso piano chi semina morti e chi quei morti li vorrebbe evitare? 
(fonte)

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