Chiama la figlia “Jihad”, imam espulso. E a Savona si arrestano due soldati dello Stato Islamico

ISIS IN ITALIA. 

imamHa chiamato la figlia Jihad, la guerra santa dell’Islam in arabo. È solo uno dei diversi comportamenti che hanno attirato i sospetti degli agenti della Digos su un imam marocchino di 51 anni, espulso dall’Italia. L’uomo, residente a Noventa Vicentina, ultimamente teneva sermoni di stampo estremista, ed era già noto alle forze dell’ordine fin da quando abitava nel Reggiano. Da tempo infatti era sospettato di avere legami col terrorismo internazionale di ispirazione islamica.

Nella mattinata a Savona due uomini sono stati arrestati, mentre una terza persona è stata denunciata. I due fermati, due marocchini di 27 e 44 anni, sarebbero al centro di una fitta rete di contatti internazionali legati al terrorismo islamico. L’indagine è partita dopo che una ragazza savonese ha ricevuto un messaggio WhatsApp da un numero marocchino a lei sconosciuto. L’immagine comparsa sul telefonino della ragazza raffigurava una persona con un mitra in mano pronto a sparare. Dalle indagini partite dopo la denuncia, gli inquirenti hanno scoperto che tre mesi prima la ragazza aveva prestato il suo telefonino a un conoscente marocchino suo vicino di casa. L’uomo aveva bisogno di contattare suoi amici nel paese di origine. Per questo sul numero della giovane savonese è arrivato erroneamente un messaggio con l’immagine dell’uomo armato di mitra. Un dettaglio che ha permesso di ricostruire la rete di rapporti che i due marocchini fermati avrebbero costruito a livello internazionale per il reclutamento di nuove leve in attività terroristiche. (fonte)

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