Clandestini a Imperia: quasi 5 milioni di euro alle cooperative

Fossati (Imperia Riparte): “Questi sedicenti benefattori si sono aggiudicati un appalto della Prefettura di oltre 4.800.000 euro, per il periodo da aprile a dicembre 2016”

clandestChe alcune cooperative che ospitano i migranti non lo facciano (solo) per spirito umanitario ma anche e soprattutto perché il giro di soldi che ruota attorno al business dei profughi è stratosferico, ormai non lo nega più nessuno, nemmeno se di Sinistra. Se poi è di Destra, viene detto apertis verbis. “Quasi 5 milioni di euro per assistere i migranti sbarcati nel Sud Italia e gestiti dalle coop che operano in provincia di Imperia”. Come un topo d’archivio il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Fossati (lista civica “Imperia Riparte”) è andato a spulciare i documenti che sono facilmente reperibili sul web.

“Consiglierei di fare un giro sul sito della Prefettura di Imperia, si trovano documenti interessanti. Per la cronaca, queste cooperative di sedicenti benefattori si sono aggiudicate un appalto della Prefettura di Imperia di oltre 4.800.000 euro, per il periodo da aprile a dicembre 2016, per assistere sino a 500 persone. Sappiatelo”. Fossati spiega che “il bando era per la messa a disposizione di vitto e alloggio, la gestione amministrativa degli ospiti, l’assistenza generica alla persona compresa la mediazione linguistica, l’informazione normativa, il primo orientamento ed assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, l’assistenza sanitaria da effettuarsi presso i presidi sanitari territoriali, il servizio di pulizia ed igiene ambientale, la raccolta dei rifiuti, la lavanderia, la fornitura di biancheria e abbigliamento adeguato alla stagione, prodotti per l’igiene, pocket money di € 2,50 al giorno, una tessera/ ricarica telefonica di € 15,00 all’arrivo, ove non erogata all’arrivo nell’hub regionale”.

“Credo non servano commenti”, ha dichiarato il politico imperiese; “un bel business per qualcuno, un costo enorme per la collettività, un modo inaccettabile, secondo me, di spendere il denaro pubblico”.
(fonte)

 
 

 

 

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