Dopo Cona, tensioni a Verona: Veneto sotto assedio dei migranti

Dopo la notte di proteste a Cona, tensioni in mattinata anche a Verona, dove un gruppo di profughi ha protestato per il cibo giudicato scadente. Tra sovraffollamento dei centri e aggressioni la situazione in Veneto è sempre più esplosiva

strada-blocco-protesta-veronaDisordini a Veronetta Cassonetti in strada e auto bloccate

Disordini a Veronetta questa mattina. Un gruppo di migranti residenti nell’ostello «Santa Chiara», nell’omonima via, hanno dato vita a una protesta, durata alcune ore.
I richiedenti asilo protestano per il cibo, ritenuto scadente e in alcuni casi scaduto.

Una residente racconta: «Hanno cominciato a urlare intorno alle 9, così ho chiamato l’altro ostello che li ospita a San Giovanni in Valle per mettere al corrente i gestori del problema, ma la situazione è peggiorata alle 11.30 quando alcuni si sono distesi sulla strada bloccando il traffico, altri lanciavano i cassonetti e altri calciavano le auto». E prosegue: «C’era la colonna di vetture e autobus e tutti che urlavano, poi alle 12.15 è arrivata la polizia che ha deviato il traffico verso piazza Isolo».
Sul posto gli agenti della questura di Verona.

Una protesta meno clamorosa di quella di poco più di un mese fa dei richiedenti asilo di Costagrande su lungadige Pasetto.
(fonte)

Dentro l’ostello, dove la protesta covava da tempo

L’ostello Santa Chiara era già finito al centro delle cronache, dopo alcune dichiarazioni polemiche di Tosi, che senza citarlo direttamente sembrava parlare proprio della struttura di Veronetta. Tanto da provocare la reazione del presidente Fiorenzo Scarisini.

E proprio in mattinata, riferiscono i richiedenti asilo, si sarebbero presentati in Prefettura e in Comune per denunciare la situazione.
«Il cibo è scadente, a volte l’abbiamo trovato anche scaduto e pensiamo ci diano da mangiare carne di maiale, qui siamo tanti musulmani», racconta Ismail, uno degli ospiti della struttura. Che continua: «La notte fa freddissimo, dobbiamo dormire con le giacche».
Ma c’è un altro motivo: come sottolineato anche dalle parole del sindaco, alla maggior parte di loro (fra l’altro impegnati in lavori di pulizia in città e in corsi di italiano) non è permesso rimanere nella struttura, fra le 9 e le 13 e fra le 14 e le 16.30.
«Stamattina», spiegano, «alcuni di noi volevano entrare ma i cancelli erano chiusi, ed è per questo che hanno protestato». Cassonetti in mezzo alla strada e qualche momento di tensione. «Ma ora la situazione è tranquilla», spiegano. Ma i problemi restano ancora irrisolti.
(fonte)

 

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