Dieci “falsità sui migranti” che invece sono tutte vere

Parlare per frasi fatte e luoghi comuni è un’abitudine già di per sé discutibile. Se poi lo si fa con la spocchia di chi invece sta “dicendo la verità”, l’atteggiamento è imperdonabile.
10-faslsitaÈ il caso dell’incredibile documento di Medici Senza Frontiere sull’immigrazione, definito con sprezzo del ridicolo “L’antislogan”, laddove invece di slogan pro-immigrazione ne raccoglie a bizzeffe. Il testo – che in realtà sembra scritto da un bambino – vorrebbe essere una raccolta di 10 leggende metropolitane sugli immigrati messe in circolo dai populisti brutti e cattivi. Andiamo a vedere di che si tratta.

1. Ci portano le malattie – Secondo il documento, “nel corso di oltre dieci anni di attività mediche in Italia, MSF non ha memoria di un solo caso in cui la presenza di migranti sul territorio sia stato causa di un’emergenza di salute pubblica”. Il che non vuol dire un bel nulla. Se è vero che nessuno considera gli immigrati come dei veri e propri untori, un’incidenza su alcune tipologie di malattie è tranquillamente ammessa da tutti gli esperti: rispetto alla popolazione italiana, per esempio, quella straniera residente in Italia risulta avere un’incidenza dell’infezione di Hiv di quasi quattro volte superiore. Del più che probabile legame tra l’emergenza meningite in Toscana e l’immigrazione abbiamo già parlato a suo tempo. Sulla tubercolosi, i dati del ministero della Salute, nel decennio 2004-2014, mostrano come il numero dei casi notificati di Tbc in Italia sia per oltre la metà riscontrato in cittadini stranieri che sbarcano sulle coste della Penisola da nazioni dove l’infezione è molto frequente, e che nel 40% dei casi si ammalano nei primi 2 anni dall’arrivo nel Belpaese. Peraltro questo non rappresenta sicuramente il punto peggiore riguardo al fenomeno immigratorio, ma con una possibile, quanto preventivabile (purtroppo) crescita dei flussi nei prossimi anni, il problema potrebbe proporsi in futuro.

 

2. Vengono trattati meglio degli italiani! – Chiaramente le condizioni economiche oggettive di chi sbarca sono di indigenza anche peggiore rispetto a molti italiani ma ciò che lascia increduli sono le spese per miliardi di euro riservate al settore accoglienza in un periodo di profonda crisi economica. Sul fatto poi che i 35 euro al giorno vengano dati non all’immigrato ma a chi gestisce l’ accoglienza siamo tutti d’ accordo, proprio per questo viene evidenziato e condannato il cosiddetto business dell’accoglienza da parte di cooperative, associazioni e privati. Msf poi parla di fondi per l’accoglienza stanziati prevalentemente dall’ Unione europea, ma basta andarsi a leggere il Def 2016 e 2017 per capire che è esattamente il contrario. Nel Def 2016 si afferma placidamente che “Le risorse finanziarie necessarie ad affrontare le circostanze eccezionali dell’afflusso di immigrati sul territorio italiano sono quasi interamente a carico del bilancio statale…” ed infatti andando a pagina 18 troviamo una tabella emblematica: 2014, contributi UE 160,20 milioni, a carico dello Stato 2.508,65 milioni; 2015, contributi UE 120,19 milioni, a carico dello Stato 3206,34 milioni; 2016, contributi UE 112,06 milioni, a carico dello Stato 3.190,27 milioni. Previsioni 2017: costi a carico dello Stato tra i 3827,1 ed i 4174,06 milioni di euro (pag 12 del Def 2017). Quindi bisogna constatare amaramente che i contributi dell’Europa sono una miseria (e comunque anche quelli sono, sia pur in modo indiretto, soldi nostri).

3. Aiutiamoli a casa loro! – Non è una frase fatta ma è l’unico modo per porre fine alle loro sofferenze e di conseguenza anche alle nostre. E’ impensabile pensare di aiutare tutti i disperati d’Africa o d’Asia, così come quello di istituire corridoi umanitari sicuri indistintamente per tutti. Come fare? Tanto per cominciare si potrebbe evitare di destabilizzare i loro Paesi, come anche Msf ha contribuito a fare in Siria, per esempio sulla questione delle armi chimiche che fu a suo tempo indicata come “pistola fumante” contro il regime di Assad.

4. Ci rubano il lavoro! – Scrive Msf: “In realtà, non esistono studi che portino dimostrazioni inconfutabili al proposito”. Peccato, ne è appena uscito uno del Centro Europa ricerche che dice esattamente questo. Ne abbiamo dato conto qui. Tornate a studiare, che è meglio, anche se bastava domandarsi perché l’intero padronato europeo è, senza eccezioni, a favore dell’immigrazione.

falsità sui migranti5. Vengono tutti in Italia! – Se è anche vero che una minima parte dei rifugiati mondiali arriva in Europa, vanno comunque fatti dei distinguo. Il paragone con Stati limitrofi a teatri di guerra, come ad esempio la Giordania ed il Libano è grottesco. Tra l’altro lì parliamo di persone che fuggono realmente dalla guerra, le quali vengono ospitate per il periodo necessario, trascorso il quale faranno ritorno a casa. Inoltre anche il fattore etnico è fondamentale: integrare ad esempio un siriano in Giordania, o comunque presso popoli aventi etnia, lingua, religione, usi e costumi molto simili se non in alcuni casi pressochè identici, è molto più facile rispetto all’ integrazione di masse allogene in Europa. In ogni caso, il Primato Nazionale parte da una linea di sovranismo europeo, quindi il fatto che gli immigrati stiano in Italia, Francia o Ungheria è per noi egualmente inaccettabile.

6. Sbarcano i terroristi! – Persino Msf, nella sua risposta, ammette che “ci sono stati isolati episodi di richiedenti asilo coinvolti in attentati”. Quindi sì, lo ammettono, con gli sbarchi sono arrivati anche terroristi. Ma, aggiungono, “in realtà, la maggior parte degli affiliati ai gruppi terroristici coinvolti negli attentati in Europa erano già presente sul territorio e cittadini europei”. Quindi erano anche loro immigrati, solo arrivati prima o figli di altri immigrati. Onestamente non pare un grande argomento in favore dell’immigrazione. In particolare, il rischio di infiltrazioni terroristiche sui barconi è stato lanciato dal Copasir, dal ministro degli Esteri Gentiloni (che poi si è contraddetto da solo), da Emma Bonino, da analisti americani esperti di intelligence, da consiglieri del governo di Tobruck e persino da ministri dello stesso governo.

7. Sono pericolosi! – In realtà c’è sicuramente un collegamento tra immigrazione e sicurezza, su questo non ci piove. Tutte le stime parlano di circa un terzo e poco più di reati commessi da cittadini non italiani. Una cifra considerevole, sproporzionata se si pensa che al momento gli immigrati rappresentano circa il 9% della popolazione complessiva residente in Italia. Secondo il Sole 24 Ore, gli immigrati delinquono sei volte gli italiani. Inoltre abbiamo già dimostrato che la probabilità che uno straniero sia uno stupratore è 8,7 volte maggiore rispetto a quella di un italiano. Oppure che, per quanto riguarda i furti in abitazione, tra i denunciati a piede libero gli stranieri sono il 54,2% (8.627 persone), tra gli arrestati il 62% (4.112, cioè il 31,4% in più solo nell’ultimo anno), tra i detenuti il 42,3% (1.493). Ne consegue che la frequenza con cui questo reato viene compiuto da stranieri è ben 17 volte più elevata rispetto alla frequenza attribuibile agli Italiani. Inoltre, gli stranieri residenti sono responsabili del 18% degli incidenti stradali.

falsità sui migranti8. Non scappano dalla guerra – Godetevi la supercazzola di Msf: “In realtà, la distinzione tra rifugiati e migranti economici è una semplificazione. I motivi che spingono le persone a fuggire sono diversi e spesso correlati: guerre, instabilità politica e militare, regimi oppressivi, violenze, povertà estrema. Il diritto di ogni persona a chiedere protezione internazionale prescinde dalla nazionalità e dal paese di origine. A contare sono le cause della fuga, le persecuzioni subite o minacciate, la vulnerabilità e i bisogni di assistenza e cure mediche”. Che vuol dire? Niente, ovviamente, è solo che non sanno come ammettere che la maggior parte degli immigrati non sono affatto profughi in fuga dalla guerra. I dati dicono che nel 2015 il 58% delle richieste d’asilo sono state respinte. E fino a luglio 2016 tale percentuale è aumentata al 65%. Andrebbe inoltre chiarito una volta per tutte quali guerre ci siano in Gambia, Senegal o Bangladesh, alcune delle nazioni da cui vengono la maggior parte dei richiedenti asilo.

9. Sono tutti uomini giovani e forti – Scrive Msf: “In realtà, la maggioranza delle persone che arrivano in Europa è rappresentata da giovani uomini perché hanno una condizione fisica migliore per poter affrontare un viaggio così duro, ma il numero di famiglie, donne e minori non accompagnati è in aumento. Secondo l’UNHCR, su circa un milione di persone arrivate in Grecia, Italia o Spagna via mare nel 2015, il 17% è costituto da donne e il 25% da bambini”. Quindi, in sostanza, la risposta di Msf a questa “bufala” è che si tratta di… una verità. Questo fattore è un’ altra conferma del fatto che non sono veri rifugiati che scappano da guerre e persecuzioni, in quanto sono proprio i giovani uomini a combatterle solitamente. Tra l’ altro la cifra menzionata da Msf che parla della percentuale del 17% di donne e del 25% di bambini tiene in considerazione gli arrivi del 2015 anche della rotta balcanica (adesso bloccata per l’ accordo con la Turchia che si spera venga proposto entro l estate 2017 anche con i Paesi africani interessati) la quale contemplava una percentuale più alta di rifugiati siriani. Senza dimenticare che si tende a confondere il “minore non accompagnato”, ossia un adolescente tra i 14 ed i 18 anni (ma anche di più, visto che i richiedenti asilo hanno tutto l’interesse a farsi passare come minori, per ottenere con facilità il permesso di soggiorno e non abbiamo strumenti validi per verificare la veridicità di tutto ciò che dicono, comprese le innumerevoli storie strappalacrime) con il bambino, come presumiamo faccia in questo caso Msf.

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10. Hanno pure lo smartphone – Il fatto che tutti abbiano uno smartphone è ovviamente una sintesi più o meno grossolana. Il punto è che questi ragazzoni a prima vista non sembrano proprio, nella larghissima maggioranza dei casi, persone che fuggono da fame, guerre e carestie. Robusti, ben vestiti stile gangsta-rap e soprattutto, non va dimenticato, cosa che Msf stranamente omette sul suo “antislogan”, capaci di pagare diverse migliaia di euro ai trafficanti per raggiungere l’ Europa. Cifre considerevoli per un povero italiano, figuriamoci per un africano, tutto questo fa presupporre che questi immigrati facciano in realtà parte della classe media africana e che non siano i più disperati del continente nero. (fonte)

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