Firenze: antifascisti assaltano sede di CasaPound (chiusa), i residenti li insultano (VIDEO)

comunisIl capoluogo toscano sembra essere uno dei luoghi prediletti per lo sfogo degli antifascisti. Si, perché stamattina, circa una ventina di militanti dell’area antagonista (antagonisti di chi, poi, vallo a capire), hanno assaltato a colpi di petardi e scritte sui muri la locale sede di CasaPound, sita in via Felice Fontana. E non è la prima volta che i militanti dell’estrema sinistra cittadina compiono impunemente azioni violente e aggressioni a donne e uomini del movimento tartarugato. A gennaio scorso fu assaltata la libreria “Il Bargello”, gestita proprio dai militanti del movimento che fa capo a Gianluca Iannone. In quell’occasione gli “antifà” ferirono anche una ragazza;  poi venne la volta della bomba piazzata sempre davanti la libreria di cui prima (fortunatamente di notte e quindi chiusa) a marzo scorso e le scritte di minaccia che inzozzarono i muri del quartiere San Jacopino, dove sorge proprio la sede di CasaPound. Se pensate che gli antifascisti ce l’abbiano solo con le librerie vi sbagliate di grosso, perché nel maggio scorso assaltarono anche un banchetto di raccolta alimentare organizzato da alcuni militanti di CasaPound, il tutto senza nessun sostanzioso comunicato di condanna da parte delle forze politiche fiorentine.

Tornando a stamattina, ecco i fatti: in via Toselli -strada distante circa 500 metri dalla sede fiorentina di CPI- è in corso uno sgombero da parte delle forze dell’ordine nei confronti di circa una dozzina di occupanti di uno stabile occupato dal Movimento di lotta per la casa nel marzo 2015, sgomberato poco dopo e poi subito rioccupato da alcuni aderenti della sinistra radicale poco dopo l’apertura della sede di CasaPound, a poche centinaia di metri, lo scorso settembre. Guarda caso. Il dispiegamento delle forze dell’ordine è ingente: nonostante si tratti di poco più di dieci persone, il personale impiegato è di circa trecento uomini tra polizia, ambulanza e pompieri. Le strade sono chiuse in entrambi i sensi di marcia. Circa una ventina di militanti antagonisti sopraggiunge sul luogo per dar manforte ai “compagni” barricati, ma chiaramente non riescono a fare nulla contro il muro di forze dell’ordine che gli si sbarra contro. A questo punto pensano di dirigersi verso la sede di CPI per sfogare la frustrazione e ci riescono, nonostante il dispiegamento di polizia e carabinieri, nel modo più indisturbato possibile. Nonostante il concreto “lasciapassare”, scandiscono cori contro “le guardie” e i fascisti (“amici delle guardie”, chiaramente). Almeno, però, ci sono i residenti che affacciano sulla strada della sede di CPI che non ci stanno: “deficienti, andate a imbrattare casa vostra”, “andate a quel paese voi e chi vi ci manda” -urla la signora che riprende con il telefonino- . Gli antifascisti rispondo agli insulti con epiteti poco gradevoli, a dir poco “sessisti” ma vengono ancora bersagliati. Non si registrano tensioni e feriti, anche perché la sede era chiusa.

Al netto della pagliacciata, i residenti di San Jacopino potranno forse tirare un sospiro di sollievo dallo sgombero dello stabile. Non pochi cittadini del quartiere, infatti, si erano già riuniti in un comitato che denunciava lo stato di degrado in cui versava il quartiere da quanto era frequentato dagli antagonisti: musica ad alto volume fino a tardi, droga, bagordi per strada, scritte sui muri e perfino un caso di meningite proveniente proprio dallo stabile occupato. Alla fine, però, rimangono sempre le stesse domande: come mai in una zona pattugliata da trecento agenti si è concesso a queste persone di fare il bello e il cattivo tempo indisturbati? Cosa diranno ora i referenti locali del PD e della sinistra più istituzionale che con gli occupanti erano già scesi in piazza in nome dell’antifascismo? Speriamo, ancora una volta che queste non siano domande retoriche. (fonte)

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