La folle storia di Aqsa, la ventenne inglese che gestisce il bordello dell’Isis

Questa è la storia di Umm Layth, una ragazza poco più che ventenne che in pochi mesi ha fatto carriera nella struttura interna del Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi fino ad arrivare a guidare una brigata femminile tutta sua. La curiosità e che Umm, in realtà si chiama Aqsa Mahmood,ed è tutt’altro che una povera ragazza senza alternative che ha scelto di diventare terrorista dell’Isis pur di fuggire dalla realtà in cui viveva. Aqsa, che solo adesso si fa chiamare Umm, si è formata nelle migliori scuole di Glasgow, ha frequentato il prestigioso liceo Craigholme, ascoltava i Coldplay, leggeva Harry Potter, andava con le amiche a vedere The Hunger Games: il suo era un mondo fatto di agi e privilegi. Poi, però, come racconta Maurizio Molinari sulla Stampa, nel novembre del 2013 Aqsa, appena 19enne, dice ai genitori che vuole andare a fare un viaggio, li saluta con abbracci, bacia la nonna dicendole “Con la benedizione di Allah” e svanisce nel nulla per 96 ore, al termine delle quali chiama a casa dalla Siria per far sapere alla famiglia di aver scelto la Jihad.

L’incarico del Califfo – I genitori, disperati, le chiedono di tornare indietro ma lei oramai è in un mondo diverso: risiede infatti a Raqqa, la capitale, si è sposata con un jihadista straniero e ricopre un incarico di alta responsabilità. A lei, infatti, è stata affidata un’unità della polizia femminile “Brigata Al-Khamsaa” che gestisce uno dei bordelli dove sono state rinchiuse le ragazze yazidi rapite in Iraq e trasformate in schiave da dare in pasto ai miliziani di Isis. Aqsa Mahmood sarebbe in particolare alla guida di un gruppo di jihadiste straniere, britanniche e forse anche francesi, il cui compito è di convincere le donne-schiave a “non opporre resistenza” davanti ai voleri del Califfo.

E’ lei, con un suo Twitter, ad aver convinto almeno una delle tre adolescenti britanniche che nell’ultima settimana sono giunte in Siria. Si tratta di Shamima Begum, 15 anni, Kadiza Sultana, 16, e Amira Abase, 15, che dopo aver lasciato le rispettive famiglie nei quartieri orientali di Londra sono volate da Gatwick a Istanbul e poi, via terra, hanno raggiunto la Siria dove sono state avvistate nella cittadina di Tal Abyad, controllata da Isis, in compagnia di uno dei jihadisti del Califfo.
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