La Libia: “Non ci riprenderemo i clandestini dall’Italia”. Grazie, Alfano!

PUGNO DI FERRO DI TRIPOLI: Prima ce li mandano, poi rifiutano di prenderseli indietro. Quando era Maroni ministro dell’Interno i rimpatri funzionavano. Ma con Angelino l’Italia si cala le brache…

alfanoE bravo Alfano! Altro che situazione sotto controllo, altro che rimpatri funzionanti. Con Maroni sì, ma adesso l’Italia si appecorina ai diktat di Tripoli. Frigna, si lamenta, invoca la necessità di “salvare vite in mare” ma poi la grana la scarica sui cittadini. Costi compresi. Mentre la Libia pesta i pugni sul tavolo e ci lancia l’ennesimo oltraggio. E se la ride alle nostre spalle.

Il premier libico Al Serraj, l’alleato (si fa per dire) di ferro del governo italiano e della dirigenza dell’Unione Europea, ha dichiarato ieri mattina che “Tripoli rifiuta accordi simili a quello stipulato con la Turchia”, rifiutandosi, in altre parole, di riprendersi i clandestini salpati dalla Libia e sbarcati illegalmente in Italia.
Il Premier libico annulla così ogni speranza del governo italiano, che aveva appoggiato il piano di aiuti alla Turchia, sperando che un domani tale accordo potesse poi essere applicato alla Libia.

Il Geopolitical Center Blog ha commentato: “La presa di posizione del premier libico va interpretata, a nostro avviso, come un possibile accordo tra il governo di unità nazionale e le tribù più attive nel traffico di esseri umani, tribù che possono oggi contare sui lauti profitti di questa attività criminale”.Non diteci che non l’avevamo detto… 
(fonte)

 

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