L’Italia finanzia l’ISIS, ecco le prove. Bankitalia: segnalate oltre 82mila operazioni

ISIS FINANZIATO DA ITALIA

isisLe segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo islamico dell’isis fatte dall’Italia, già triplicate nel 2015, sono ulteriormente cresciute in maniera significativa nel 2016, oltre 300 nel primo semestre. (Ovviamente i finanziatori sono tutti o quasi extracomunitari presenti in Italia) E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia della Banca d’Italia. Nel 2015 ”alla perdurante azione della criminalità organizzata ed economica si sono aggiunte le nuove minacce collegate alla recrudescenza del terrorismo internazionale”. Si tratta di ”fronteggiare possibilità di finanziamento del terrorismo più articolate, basate anche sull’autosostentamento dei gruppi locali e sul supporto di organizzazioni che controllano territori esteri e possono utilizzare fondi derivanti dal commercio illegale di risorse sottratte ai paesi occupati”. I flussi finanziari destinati al terrorismo ”sono difficili da intercettare perché sovente di importo limitato, canalizzati al di fuori del circuito finanziario legale e rivenienti da attività di per sé lecite”, ha rilevato l’Istituto. In più casi ”le segnalazioni si sono rivelate preziose nelle indagini, consentendo di rilevare spostamenti e reti relazionali ascrivibili a presunti terroristi”. (fonte)

IL RAPPORTO UIF. Bankitalia: nel 2015 segnalate oltre 82mila operazioni sospette

Nel 2015 sono pervenute all’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) di Bankitalia 82.428 segnalazioni di operazioni sospette, oltre 10.000 in più rispetto al 2014. Nel primo semestre del 2016 il flusso ha già superato le 50mila unità. Il dato totale stimato per l’anno in corso raggiunge le 100mila segnalazioni. Lo ha reso noto il direttore della Uif Claudio Clemente nella presentazione del Rapporto 2015 sull’attività svolta dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia. L’Uif è l’unità di Bankitalia che lavora in Italia alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, attraverso la segnalazione di operazioni sospette sui flussi finanziari trasmesse da intermediari finanziari, professioni e altri operatori. Nel suo rapporto annuale l’Uif nota che questo trend «testimonia la maggiore consapevolezza degli operatori sui rischi di compromissione», anche se «nonostante i progressi esiste ancora un’ampia zona grigia di soggetti e ambiti di attività per i quali le prassi ispirate al `pecunia non olet´ continuano ad essere attraenti e praticate». Rapporto Uif 2015

In crescita segnalazioni di professionisti e operatori non finanziari
Non solo. È cresciuto anche il perimetro dei “soggetti segnalanti”. Un trend che «testimonia la maggiore consapevolezza degli operatori sui rischi di compromissione e la loro intenzione di elevare i presidi», ha spiegato l’Istituto, che sottolinea come «le segnalazioni di operazioni sospette possono contribuire a individuare gli “affari” della criminalità». Ecco perché «incrementare tale contributo è uno dei principali obiettivi strategici su cui l’Unità sta investendo». Nel 2015 le segnalazioni dei professionisti sono passate da poco meno di 2.500 a quasi 6.000, soprattutto in conseguenza delle operazioni di regolarizzazione fiscale. Quelle degli operatori non finanziari, soprattutto gestori di giochi e scommesse e commercianti in oro e oggetti preziosi, sono aumentate di oltre il 60%. Le segnalazioni analizzate dalla Uif e trasmesse agli organi investigativi sono state nel 2015 quasi 85.000, con un incremento del 12% circa rispetto all’anno precedente.

«Corruzione fenomeno allarmante per l’Italia»
Nel rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria Bankitalia rilancia sul fatto che la corruzione rappresenta «uno dei fenomeni illeciti più allarmanti e pericolosi cui è esposta l’Italia». Per l’Istituto «il contrasto, anche sul piano finanziario, alla criminalità organizzata, alla corruzione, all’evasione fiscale, si conferma una priorità nazionale». La Uif segnala «ha affinato le metodologie di valorizzazione delle segnalazioni potenzialmente riconducibili alla criminalità mafiosa». Già nel Rapporto 2014 la Uif aveva lanciato l’allarme sulle significative minacce di riciclaggio in Italia «a causa della diffusione e della pervasività della criminalità organizzata, della corruzione e dell’evasione fiscale».

Triplicate segnalazioni su finanziamento terrorismo
Le segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo, già triplicate nel 2015, sono ulteriormente cresciute in maniera significativa nel 2016: oltre 300 nel primo semestre. Il rapporto Uif evidenzia che i flussi finanziari destinati al terrorismo «sono difficili da intercettare perché sovente di importo limitato, canalizzati al di fuori del circuito finanziario legale e rivenienti da attività di per sé lecite». In più casi «le segnalazioni si sono rivelate preziose nelle indagini, consentendo di rilevare spostamenti e reti relazionali ascrivibili a presunti terroristi». Nel campo degli illeciti fiscali, le numerose segnalazioni connesse alla voluntary disclosure, oltre 7.000 nel 2015 e oltre 10.000 nella prima parte del 2016, «fanno emergere in alcuni casi sospetti di reati esclusi dal beneficio della non punibilità».

«Pa collabora troppo poco su contrasto»
Resta «critica» la collaborazione da parte degli uffici della Pubblica amministrazione: appena 21 segnalazioni nel 2015 e 7 nel primo semestre 2016, «malgrado l’emanazione nel settembre 2015 di specifici indicatori di anomalia e criteri organizzativi per agevolare l`intercettazione delle operazioni sospette». È quanto emerge dal Rapporto Annuale dell`Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia. «Lascia perplessi – osserva l’Unità – che un osservatorio privilegiato come la pubblica amministrazione non colga l’opportunità di partecipare al sistema di prevenzione e contrasto». (fonte)

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