Massa. Prete chiedeva soldi per i poveri, ma li usava per cocaina e prostituti

Sesso e droga coi soldi dei fedeli, perquisita la casa di don Euro, il parroco inquisito

Don Luca Morini

Don Luca Morini

Sequestrate le note relative ad alcune movimentazioni bancarie. La procura nei confronti del prelato ha ipotizzato il reato di truffa

MASSA. I carabinieri hanno perquisito l’abitazione di don Luca Morini, ribattezzato “Don Euro” dai parrocchiani dopo la scandalo. Secondo l’accusa della magistratura , il prelato chiedeva soldi ai parrocchiani per organizzare festini in hotel di lusso, a base di sesso e droga. I militari hanno portato via diversi documenti, tra cui carte che attesterebbero le operazioni bancarie. Gli uomini del nucleo investigativo e operativo dell’Arma hanno eseguito l’ordine del sostituto procuratore Alessandra Conforti, titolare dell’indagine che vede il prete indagato per appropriazione indebita e truffa.

Dagli approfondimenti sono emerse alcune denunce di persone truffate dal prete, che hanno portato alla perquisizione di stamani. Dalla casa di don Euro, a Massa, sono stati sequestrati diversi documenti cartacei mentre non sono stati trovati né computer, né dischi di memoria esterni. Dopo la perquisizione, il prelato ha raggiunto la caserma dei carabinieri con il suo legale a piedi. (fonte)

LA VICENDA DI DON EURO: Offerte per i poveri? No: soldi per festini, sesso, coca e alcol

Ecco le tappe dello scandalo del prete a luci rosse

Una immagine tratta dal servizio...MASSA-CARRARA. È un sacerdote conosciuto nella diocesi di Massa-Carrara, “don Euro”. Nel periodo tra il 2000 e il 2005 la Curia gli affida la parrocchia di Fossone, a Carrara. È lì che presto il parroco viene ribattezzato – metafore a parte – Don Euro. E il soprannome non è casuale: il prete – raccontano i fedeli – chiede continuamente soldi. Soldi per le bollette della luce, soldi per i malati, soldi per l’acqua di Lourdes (forse finta). Soldi per messe, celebrazioni, funerali, confessioni. Pure per cancellare i peccati, stile indulgenze medioevali.

Il sospetto che quel denaro non sia destinato ad opere di bene c’è, non ci sono però le prove che farebbero di un sospetto una certezza. Fino all’estate scorsa quando alla stampa locale viene recapitata una lettera. La firma un trentenne napoletano. È un “accompagnatore” e racconta che lui Don Euro lo conosce: il sacerdote – riferisce il giovane – si è finto magistrato e ha trascorso intere serate con lui. Festini, in alberghi lussuosi di Napoli, a base di tartufi e aragosta, sesso, alcol. E – a completare il quadro – cocaina.

Il finto magistrato (Don Euro, appunto) è generoso e all’accompagnatore regala borse griffate e oggetti di lusso. La storia dalla stampa locale si conquista alcuni servizi delle Iene che danno al caso rilevanza nazionale. Il prete si difende e spiega che i soldi usati sono quelli di famiglia, ma è ben altra l’opinione dei parrocchiani. Di quelli di Fossone, ma anche di quelli di Montignoso, Caniparola, Giungaco. Don Euro di comunità ne ha girate parecchie negli anni. A nove mesi dal primo servizio delle Iene, arriva il secondo, pochi giorni fa. La trasmissione torna a cercare il sacerdote, scoprendo che il parroco, dopo il fattaccio, non è stato denunciato ma non ha più incarichi. Emergono tutti i contorni della vicenda perché le Iene ora vanno a ritroso per comprendere l’origine dei soldi spesi da don Euro in festini lussuosi. È come alzare il coperchio di una grande pentola: i fedeli escono allo scoperto. Raccontano di sentirsi offesi, umiliati, chiedono alla Curia di alzare i toni: non si accontentano della sospensione del parroco, pretendono addirittura la scomunica. E, domenica 21 febbraio mattina, portano la loro richiesta ai piedi del sagrato della Cattedrale. (fonte)

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*