Prodi: «Italia vicina al suicidio se Renzi non alzerà ancora le tasse»

Prodi: «Italia vicina al suicidio»

prodiIl professore chiude i Cohesion Days: «Non si vuole mettere mano alle tasse»

REGGIO EMILIA. «Il nostro paese è vicino alla soglia in cui la disuguaglianza non è più sottoportabile: ci stiamo suicidando». Parola di Romano Prodi da Scandiano, ieri al Teatro Cavallerizza insieme al docente dell’Università di Parigi François Bourguignon – moderatore il giornalista Riccardo Iacona di “Presadiretta”, su Rai3 – nell’ambito della giornata conclusiva dei Cohesion Days.
Uno schieramento di pezzi da novanta, per riflettere su un tema – titolo dell’incontro “Disuguaglianza, democrazia e coesione sociale” – che riassume il senso della tre giorni, con uno sguardo ai massimi sistemi e alla macroeconomia globale, «in un momento storico in cui l’Europa non è più al centro della tavola apparecchiata e anzi le politiche di austerity hanno aggravato le disparità », ha premesso Iacona. Come economista, Prodi si dice convinto che il limite, oltre il quale la disuguaglianza sociale non sia più sopportabile, non sia lontano: «La stagnazione preoccupa e addita il punto di rottura: in Italia si danno incentivi di tutti i tipi, ma l’investimento non aumenta. Soprattutto, ci stiamo abituando all’arretramento del welfare state: un decennio fa se mettevi un ticket in più succedeva la sollevazione, oggi si tolgono posti letto senza colpo ferire». Il problema è che, a rivoluzione copernicana avvenuta, la politica continua a

ripetere vecchi schemi mentali: «Non disciplinare più di tanto, il sistema fiscale non si tocca sennò si perdono le elezioni… L’omogeneizzazione finanziaria e la tecnologia possono più della politica. Eppure di queste modifiche fiscali ne beneficerebbe proprio la classe media» (fonte)

 

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