Putin:”L’Istria come la Crimea, noi ce la siamo ripresa”

putinProprio un anno fa Al Bano Carrisi si fece portavoce dei successi di Vladimir Putin dopo la riannessione della Crimea alla madre patria russa con un referendum plebiscitario ove i cittadini si schierarono all’unanimità per staccarsi dall’Ucraina e ritornare sotto il controllo dello Stato Russo.
In questi ultimi mesi Putin tramite le azioni incisive portate avanti con la diplomazia e con l’esercito ha cambiato il tavolo geopolitico non della sola Europa, ma anche dei territori vicini come la Siria riscontrando pareri positivi non dei soli politici e analisti sparsi nel mondo, ma anche dei cittadini italiani che auspicherebbero per il loro governo un leader forte come il russo.
In tutto questo fermento di instabilità tra UE e NATO con le forze non affini al piano di controllo dell’occidente la voce di Putin risuona come un forte monito agli italiani, privi secondo quest ultimo dei valori che un tempo facevano del nostro Paese una potenza in grado di dettare con forza le linee guida per un nazionalismo che oggi non esiste quasi più distrutto dopo la dipartita politica del suo amico Silvio Berlusconi messo all’angolo e rimpiazzato con nomi di scarso impegno patriottico come Renzi, Boldrini e altri.


Ad un giornalista di Pola che gli chiedeva come la Croazia potesse fare da margine tra l’invasione degli stranieri esuli dal conflitto siriano verso l’Europa occidentale ha risposto con poche parole, ma dal peso storico e politico molto forti, “Lei appartiene ad un popolo che ha esiliato i veri padroni di casa istriani e mi chiede come fermare i rifugiati?”
Ecco che balzano ancora una volta le mire espansionistiche di Vladimir Putin commentano sulla stampa croata. In realtà il Capo del Governo russo ha fatto un’osservazione che nel periodo dove si ricordano i crimini perpetuati dal Maresciallo Tito a danno degli italiani alla fine del secondo conflitto mondiale, sono ancora una volta monito di coscienza per chi non dimentica che sono i cittadini a dover scegliere il futuro del proprio Paese e non i governi sovranazionali. (fonte)

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