“Renzi è da fucilare alla schiena”. Bufera sul direttore della Gazzetta di Lucca

Lui ha spiegato che si trattava di una frase metaforica, ma il caos è scoppiato lo stesso

“Renzi è un ex boy-scout traditore da mettere al muro e fucilare nella schiena”. 

Parole durissime quelle scritte da Aldo Grandi, direttore della testata online La Gazzetta di Lucca, in un articolo. Lui ha spiegato che si trattava di una frase metaforica, ma il caos è scoppiato lo stesso. I democratici della Toscana hanno puntato il dito contro Grandi. Che ha replicato: “Ogni volta che qualcuno afferma qualcosa che non è di gradimento al Pd e alla sua pretesa volontà di egemonizzare cultura e politica di questo Paese, si ricorre all’appellativo di fascista. Credo che i miei libri siano la testimonianza che di fascismo non c’è assolutamente traccia in tutto ciò che ho prodotto in questi anni. Ritengo che la mia frase relativa alla fucilazione alla schiena, ovviamente metaforica, vada riservata a coloro che, nei confronti del proprio Paese, si comportano da ‘traditori’”. E ancora: “Se Matteo Renzi e il Pd ritengono di sentirsi offesi per questa chiamata in causa sono pronto ad affrontarli, metaforicamente, in dibattito, se preferiscono in “duelli”, in qualunque momento vorranno”. (fonte)


Caccia al fascista: il Pd insegue e denuncia Aldo Grandi

andrea-marcucci“‘Renzi è un traditore da mettere al muro e fucilare alla schiena’. La delirante affermazione, una minaccia di evidente stampo fascista, è apparsa ieri sulla testata on line La Gazzetta di Lucca, ed è firmata dal suo direttore Aldo Grandi. Il Pd si riserva nei prossimi giorni di denunciare civilmente e penalmente il giornalista, non nuovo a tali espressioni violente, e nel frattempo sottopone la questione anche all’Ordine dei giornalisti”. Lo dichiara in un comunicato stampa il deputato Dario Parrini, segretario regionale del Pd in Toscana, a proposito di affermazioni sul premier comparse in un articolo dedicato a vicende politiche locali della Lucchesia.

‘Mi unisco all’indignazione espressa dal segretario Pd della Toscana, Dario Parrini. La minaccia fascista al presidente Renzi è inqualificabile. La delirante affermazione del giornalista Aldo Grandi, pubblicata sulla Gazzetta di Lucca, non è una critica politica, ma odio allo stato puro ed anche un reato”. Lo dichiara il senatore del Pd, Andrea Marcucci, in una nota.

“Il Pd di Lucca è indignato per l’affermazione del giornalista Aldo Grandi, uscita sulla testata on line la Gazzetta di Lucca. Invitare di fatto alla fucilazione di Renzi è qualcosa di peggio di una metafora, è odio politico, condensato con una espressione letteralmente fascista. Come ha detto il segretario toscano Parrini, nei prossimi giorni valuteremo una denuncia civile e penale contro l’autore di tali aberranti affermazioni”. Lo dichiara in un comunicato stampa il segretario del Pd territoriale di Lucca, Patrizio Andreuccetti.

“Ogni volta che qualcuno afferma qualcosa che non è di gradimento al Pd e alla sua pretesa volontà di egemonizzare cultura e politica di questo Paese – ribatte Aldo Grandi, direttore della Gazzetta di Lucca – si ricorre all’appellativo di fascista. Credo che i miei libri siano la testimonianza che di fascismo non c’è assolutamente traccia in tutto ciò che ho prodotto in questi anni. Ritengo che la mia frase relativa alla fucilazione alla schiena, ovviamente metaforica, vada riservata a coloro che, nei confronti del proprio Paese, si comportano da “traditori””. Così replica il giornalista e saggista Aldo Grandi, direttore della Gazzetta di Lucca, al segretario toscano del Pd, Dario Parrini, che ha annunciato di denunciarlo per le parole scritte in un articolo definite “minaccia di evidente stampo fascista”. “Ritengo – aggiunge il giornalista Aldo Grandi – che far entrare impunemente centinaia di migliaia di immigrati provenienti da culture, religioni, usi, costumi lontani anni luce dai nostri è, come direbbe Ida Magli, un tradimento di quelle che sono le nostre origini e soprattutto una violazione di quella che è la nostra identità collettiva e nazionale”, “quanto alla fucilazione alla schiena, chi scrive, il sottoscritto, non ha mai sparato un solo colpo di pistola non ha porto d’armi, ma ritiene che in un Paese democratico la libertà di espressione, all’interno di un commento, sia legittima e fondamentale”. “Se Matteo Renzi e il Pd – conclude il giornalista Aldo Grandi – ritengono di sentirsi offesi per questa chiamata in causa sono pronto ad affrontarli, metaforicamente, in dibattito, se preferiscono in ‘duelli’, in qualunque momento vorranno”.

Questo, in sintesi il bilancio della giornata di oggi con un direttore, Aldo Grandi, al centro del mirino dei politici del Pd toscano i quali, stranamente e all’unisono, dopo il post messo sul proprio profilo facebook da Andrea Marcucci, parlamentare del Pd, hanno caricato e sparato le proprie cartucce.

E’ evidente che l’attacco è determinato da ragioni politiche: la Gazzetta di Lucca dà fastidio, quella del Serchio peggio ancora e a Viareggio non si è da meno. Il Pd vicino a Renzi e comandato da Andrea Marcucci rischia di vedersi franare il terreno sotto i piedi in vista del 2017, anno fondamentale sotto il profilo amministrativo. Allora si prendono quattro righe in un articolo Cecco a cena e si dà del fascista – un classico, che negli anni Setanta e Ottanta ha prodotto emarginazione culturale, politica, sociale e parecchie morti innocenti – a chiunque non la pensa allo stesso modo. Si vuole, cioè, isolare l’avversario, massacrarlo, accusarlo di ogni nefandezza, e dargli del fascista è il peggio che in questa Repubblica ipocrita si può fare sapendo bene di trovare l’amplificatore giusto per farsi ascoltare.

Ebbene, è evidente che le inchieste e gli articoli che la Gazzetta del Serchio pubblica in Media Valle e Garfagnana danno fastidio ai padroni del vapore così come a Viareggio le parole di apprezzamento per Giorgio Del Ghingaro hanno prodotto lo stesso risultato e a Lucca la maggiore stima, sia pure condita da critiche pesanti, a Alessandro Tambellini, ha prodotto la stessa reazione in chi, Marcucci ad esempio, tanta simpatia per l’attuale sindaco di Lucca non ha nè ha mai avuto.

L’obiettivo è chiaro: in vista delle prossime elezioni a Viareggio e a Lucca si vuole tappare la bocca alle Gazzette e al sottoscritto. Bene, se proprio ci tenete, armatevi di una bella P38 come negli anni di piombo e sparate, badando, però, a mirare bene. (fonte)

 
 

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