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Terrorismo, arrestato un napoletano che inneggiava alla camorra e all’Isis

Terrorismo: Arresto un trentenne inneggiava a Messina Denaro e aveva su Facebook un video dell’Isis

carabinieri

La perquisizione dei carabinieri

Su Facebook un video  che ritraeva la decapitazione di un prigioniero dell’Isis

Un venditore abusivo di fuochi d’artificio è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dall’apologia di terrorismo e fabbricazione o detenzione di materiale esplosivo. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno Alfano complimentandosi per “l’ottimo lavoro dei Carabinieri di contrasto al terrorismo”.

L’arresto è stato effettuato dai carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli): l’uomo è stato trovato in possesso di 146 micce collegate a vari inneschi, 2 congegni elettronici per l’azionamento di esplosivi a distanza, un telecomando di attivazione, 3 mortai artigianali, una centralina pirotecnica e 7 batterie di tubi di lancio di artifizi.

Sul profilo Facebook dell’uomo, sempre secondo quanto reso noto dal ministro, è stato trovato un “video che ritraeva la decapitazione di un prigioniero dell’Isis, accompagnato da alcune frasi di consenso alla camorra”.

Menna Ottat, di San Gennaro Vesuviano, deve rispondere di apologia del terrorismo e di fabbricazione e detenzione di materie esplodenti. L’uomo era sotto monitoraggio dei carabinieri perchè aveva pubblicato su Facebook frasi di consenso nei confronti di personaggi della criminalità organizzata, come i lsuperlatitante Matteo Messina Denaro.

I militari dell’Arma hanno fatto irruzione nella sua casa e una perquisizione ha fatto trovare 146 micce di varie lunghezze collegate a inneschi, congegni elettronici per l’azionamento a distanza di esplosivi e un telecomando di attivazione, 3 mortai di fabbricazione artigianale e una centralina pirotecnica di controllo, 3 bossoli di artiglieria da 50 cm. E batterie di tubi di lancio di varia dimensione.

Così sono stati fatti intervenire gli artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Napoli che hanno provveduto alla classificazione e alla messa in sicurezza del materiale. Sono stati inoltre sequestrati un tablet, un computer fisso e uno portatile memorie di massa e smartphone di ultima generazione. Alle pareti di vari ambienti della casa foto e articoli di giornale riguardanti vari capi clan , sia di camorra che di mafia. (fonte)

 

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