Video – il pentito mafioso Totò Riina svela i segreti con Berlusconi, il Papa e Alfano

Le intercettazioni di Riina : contro Papa Wojtyla e don Ciotti. Provenzano ha ucciso Scaglione. Il pizzo pagato da Berlusconi. Alfano il ministro più cattivo. 

(Ruoppolo) Altre intercettazioni di Totò Riina sono state depositate al processo “Trattativa” in corso a Palermo, in Corte d’Assise. Le conversazioni durante l’ora d’aria tra il capo dei capi e un affiliato alla mafia pugliese, Alberto Lorusso, sono state registrate, e Riina ricorda e racconta. Prima le battute sui festini in Sardegna e in Puglia di Silvio Berlusconi, e ride, e poi, riferendosi a Ruby, presentata da Berlusconi come la nipote dell’ ex presidente egiziano, Riina ride ancora e le sue parole sono : “Mubarak, Mubarak, che disgraziato, è un figlio di pu… che non ce n’è”. Poi Riina è più serio quando il 22 agosto 2013 racconta del pizzo pagato da Berlusconi tra gli anni 80 e 90 : “A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi. Quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano… ha parlato con uno… si è messo d’accordo… Dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore”. Ovvero, Marcello Dell’Utri, che Riina definisce “una persona seria”. Il “palermitano” dovrebbe essere invece il boss Tanino Cinà, che negli anni 70 avrebbe raccomandato a Dell’Utri di assumere Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi è stato alla ricerca di protezione. A Palermo Riina è stato pagato e a Catania no, i catanesi si sono lamentati, e Riina ai catanesi ha suggerito : “Berlusconi ha tutte le Stande della Sicilia, bruciagli la Standa”. Riina poi conferma di non avere mai incontrato Berlusconi. Le sue parole : “non era così famoso ai miei tempi, altrimenti l’avrei cercato. Noi su Berlusconi abbiamo un diritto, sapete quando? Quando siamo fuori lo ammazziamo. Non lo ammazziamo però perché noi stessi non abbiamo il coraggio di prenderci il diritto”. Poi Riina insulta come “disgraziato” il ministro Angelino Alfano. E Lorusso concorda con lui: “il più cattivo ministro di sempre, si sta impegnando per i sequestri dei beni”. Poi, il 31 agosto 2013, Totò Riina svela un omicidio eccellente, ancora irrisolto : il procuratore di Palermo, Pietro Scaglione, ucciso a Palermo il 5 maggio 1971, insieme al brigadiere Antonino Lo Russo, in via Cipressi, appena fuori dal cimitero dei Cappuccini, dove Scaglione pregò sulla tomba della moglie. Le parole di Riina : “lo abbiamo ammazzato. Binnu ( che è Bernardo Provenzano) ci ha sparato. Ci ha sparato… lui con un altro. Stava andando al cimitero. Stava andando al cimitero da sua moglie e ci spararono. Lo hanno preso a tradimento”. Riina simula il rumore degli spari : “tu… tu… tu… e gli hanno sparato… i procuratori morivano tannu accussì. Ma c’era una moria qua a Palermo”. Poi, Totò Riina, il 14 settembre 2013, minaccia don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera. Le parole di Riina : “Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi, putissimu pure ammazzarlo”. Poi, ancora la Chiesa, e Giovanni Paolo secondo, Karol Wojtyla : Riina ricorda la visita del Papa ad Agrigento e l’anatema contro la mafia pronunciato nella Valle dei Templi, il 9 maggio 1993. Le parole di Riina registrate il 14 novembre 2013 : “non sei un Papa, tu sei un disgraziato, tu sei un prepotente, uno scellerato. Papa Francesco, questo buono è, questo Papa è troppo bravo, e non piacerebbe alla Chiesa perché a molti dentro alla Chiesa piace il potere. Quello polacco era cattivo, cattivo proprio, era un carabiniere. E’ venuto ad Agrigento a fare comizi, a fare l’antimafia. Ha esortato i mafiosi a pentirsi. I mafiosi sono gente educata, rispettosa, quindi era giusto che il Papa la smettesse di interessarsi di queste stravanganterie”.

Comments

comments